Benvenute creature nella newsletter di giugno.
Immaginate pure di essere seduti a un lungo tavolo di legno scuro, in una sala dai soffitti torreggianti e il pavimento di fredda pietra. Siete in un castello, fuori imperversa il maltempo e si sente la pioggia scrosciare contro il vetro. Di fronte a voi, moooolto lontano, al lato opposto del tavolo, è seduto un distinto signore. Ha i capelli neri come la notte, lunghi e ricci e il suo sguardo è, come dire, famelico.
Lo sapete, il tema di giugno sono i Vampiri e io vi ricordo che avete ancora qualche giorno per partecipare al contest di scrittura dello Scartafaccio. Le regole: Massimo 5'000 caratteri spazi inclusi, genere fantastico (duh), nome autore e titolo opera presenti sia nel file sia nel nome del file, invio entro il 25 giugno a stella@scartafaccio.net.
Questo mese ho scoperto che il vampiro non è sempre stato un signore emaciato che vive in un castello e che si trasforma in pipistrello all’uopo. La storia ci racconta che il mito del vampiro nasce secoli fa ed è intrecciato con una marea di altri miti come quello del revenant, il morto che non si arrende ed esce dalla tomba per fare disastri.
Oltre a una moltitudine di romanzi e racconti, il vampiro è sempre stata una figura molto amata nel cinema. Dal Dracula di Francis Ford Coppola fino ad arrivare a Twilight, il mito è stato reinterpretato in mille sfaccettature.
Una delle rappresentazioni più pazze che io ricordi è stata quella di Carpenter, che nel suo Vampires (che io noleggiai al locale videonoleggio nel lontano 1999) mi butta queste creature in un western intriso di sangue e pallottole. Ma ho sempre amato profondamente anche la trilogia di Blade con Wesley Snipes. Questa vi conviene recuperarla prima che esca il reboot. Il secondo capitolo è stato girato da quel patatino di Guillermo del Toro. Ultima installazione un po’ trash del filone vampiresco, prima dell’avvento di Twilight che ha completamente ribaltato la situa, è la serie di Underworld, che come molti prodotti di quegli anni, ha una trama ridicola ma due protagonisti talmente belli che della trama non ti frega più nulla.
Film che non ho ancora visto ma che mi sono stati segnalati dagli scartafaccini sono: Only lovers left alive, Fright Night, The Addiction e Byzantium.
Passiamo ora alle novità: forse qualcuno (che vive sotto un sasso) ancora non lo sa, ma Scartafaccio ha finalmente acceso un mutuo e ha una sua casa di proprietà. È andato online infatti www.scartafaccio.net che sarà d’ora in poi il centro nevralgico di tutto questo sconclusionato progetto.
In particolare nelle ultime settimane ho parlato di Some desperate glory di Emily Tesh, che ho letto in lingua e ho già inserito nelle migliori letture dell’anno.
Ho anche scritto de La città delle navi di China Miéville, che era presente nella carrellata dei libri di maggio su Instagram. Anche questa è una delle migliori letture dell’anno, ma da Miéville me lo aspettavo. Ho inoltre scritto (finalmente) anche di Ventitré di Simone Cicali, autore amico.
Ora che il sito è online posso pensare a progetti più impegnativi, come la serie di interviste a tema editoria e scrittura che volevo fare già da tempo. Chiunque sia stato da me importunato per eventuali collaborazioni si prepari psicologicamente, perché il momento sta arrivando.
E con questo è tutto.
Vi ricordo che se vi piace quello che faccio e se volete darmi un piccolo obolo potete farlo tramite PayPal.
Un abbraccio forte, Stella
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